La nuova Manovra segna una svolta per i Fondi Pensione, introducendo meccanismi di adesione più rapidi e incentivi fiscali più robusti. Le novità non riguardano solo i nuovi assunti, ma anche chi ha già una posizione aperta, grazie a una maggiore flessibilità nelle fasi di versamento e di uscita.
1. Il ritorno del "Silenzio-Assenso" (dal 1° luglio 2026)
Per i lavoratori dipendenti del settore privato neoassunti, il tempo per decidere la destinazione del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) si riduce drasticamente.
La regola: il lavoratore ha 60 giorni (non più sei mesi) per scegliere se mantenere il TFR in azienda o destinarlo a un fondo pensione.
L'automatismo: se non viene espressa alcuna volontà entro i 60 giorni dalla data di assunzione, scatta l'adesione automatica al fondo pensione collettivo di riferimento.
La novità contributiva: a differenza del passato, l'adesione automatica non riguarda solo il TFR, ma attiva anche il contributo del datore di lavoro e una quota minima a carico del lavoratore, garantendo un accumulo più veloce fin dal primo giorno di lavoro.
Il comparto di entrata: a differenza del passato, non si entrerà più nel comparto Garantito, ma i contributi e il TFR dovranno essere investiti in percorsi o linee di investimento caratterizzati da differenti profili di rischio/rendimento, tenendo conto in particolare dell'orizzonte temporale dell'investimento e dell'età anagrafica dell'aderente. Ti ricordiamo che il Fondo Pensioni ha da tempo adottato il Programma Life Cycle, un programma che prevede un piano di investimenti che ottimizza i rendimenti e riduce il rischio in base all’avvicinarsi all’età pensionabile investendo in comparti finanziari via via meno rischiosi e gestendo il passaggio da un comparto ad un altro in maniera completamente automatizzata. Una volta che hai deciso di aderire al programma, tu non dovrai fare più nulla: pensa a tutto il Fondo!
2. Innalzamento della Deducibilità Fiscale (già operativa dal 1° gennaio 2026)
Per rendere i Fondi Pensione ancora più attraenti, il legislatore ha ritoccato verso l'alto le soglie di deducibilità, ferme da anni:
Il nuovo limite ordinario: il tetto massimo di deducibilità annua sale da € 5.164,57 a € 5.300,00.
Il vantaggio per i giovani: per chi ha iniziato a lavorare dopo il 2007, è previsto un innalzamento dell'extra-deducibilità. Sommando la quota ordinaria a quella aggiuntiva, si può arrivare a dedurre fino a € 7.950,00 l'anno per i primi anni di carriera.
3. Più "Capitale" al momento della Pensione
Cambia la formula di erogazione finale. Finora, la regola generale imponeva di percepire almeno il 50% del montante sotto forma di rendita mensile.
La regola del 60/40: con la nuova legge, è possibile richiedere fino al 60% del totale accumulato in un'unica soluzione (capitale), lasciando solo il restante 40% come rendita. Questo garantisce maggiore liquidità immediata al momento dell’uscita dal lavoro.
4. Nuove opzioni di "Rendita Flessibile"
La legge introduce forme di erogazione più moderne per adattarsi alle diverse esigenze di vita:
La rendita a durata definita: una rendita calcolata sulla speranza di vita che, in caso di decesso prematuro, non va "persa" ma viene trasferita agli eredi.
L’erogazione frazionata: possibilità di programmare prelievi periodici dal montante per un minimo di 5 anni, mantenendo il resto del capitale investito per continuare a generare rendimenti.
5. Intangibilità della fase di accumulo, cedibilità, sequestrabilità e pignorabilità delle liquidazioni.
La legge specifica che le prestazioni pensionistiche, le anticipazioni per spese sanitarie e la RITA sono cedibili, sequestrabili e pignorabili nei limiti del quinto; i riscatti e le anticipazioni diverse dalle spese sanitarie sono cedibili, sequestrabili e pignorabili senza alcun limite.